Sabato 23 gennaio 2013, ore 17 

Biblioteca Scuola Media di via Drago 


La storia di Paolo e Francesca narrata da Dante nel Canto V
dell’Inferno è ben nota e variamente interpretata. Pochi, però, si sono soffermati sul coinvolgimento del poeta-protagonista che riflette su come quei dolci pensier ispirati dalla poesia e dai romanzi cavallereschi, e accettati come espressione di raffinatezza spirituale e di un innalzamento dell’anima al di sopra delle basse passioni, rivelino poi al poeta i loro limiti di fronte alla tragedia del peccato e della morte.
Francesca, con il suo linguaggio modellato sulla cultura di corte e sui libri rosa della produzione letteraria cavalleresca, così piccante ed eccitante nei suoi racconti avventurosi e galanti, conferma il potere mistificante di queste parole raffinate e suadenti, ponendo al centro del suo dramma il romanzo di Lancillotto
E la conoscenza di questo personaggio, definito il miglior cavaliere del mondo, sopravvissuto al suo tempo nella letteratura e nell’arte, cercheremo di approfondire nel nostro prossimo incontro per riflettere con Dante sull’affermazione di Francesca:

“ Galeotto fu il libro e chi lo scrisse...”(Marella)