Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-10763
presentata da PIER PAOLO CENTO
lunedì 13 settembre 2004 nella seduta n.505
CENTO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, al Ministro per i beni e le attività culturali. - Per sapere - premesso che:
nell'ambito dei Programmi di Recupero Urbano istituiti con
l'articolo 11 del decreto-legge 5 ottobre 1993 n. 398 convertito in
legge 4 dicembre 1993 n. 493, l'Amministrazione del Comune di Roma
attraverso successive deliberazioni ha dato il via alla progettazione
di un insieme sistematico di opere finalizzate alla realizzazione, alla
manutenzione, all'ammodernamento delle urbanizzazioni primarie e delle
urbanizzazioni secondarie, alla edificazione di completamento ed
integrazione dei complessi urbanistici esistenti, nonché
all'inserimento di arredo urbano, alla manutenzione ordinaria e
straordinaria, al restauro e al risanamento conservativo e alla
ristrutturazione edilizia degli edifici. Tali programmi prevedono il
concorso di risorse pubbliche e private. I privati che intervengono in
questi programmi vengono selezionati sulla base di un procedimento,
avente caratteristiche di evidenza pubblica. Con Delibera di Consiglio
Comunale n. 41/95 furono definiti i criteri per la formazione dei
Programmi Preliminari e definiti gli ambiti di recupero urbano e con
Delibera di Giunta Comunale 4468/97 si approvano i Programmi
Preliminari (che prevedono solo gli interventi pubblici) e lo Schema di
Bando: il Bando nel Titolo III articolo 7 punto 3 afferma che «le
proposte di intervento devono essere compatibili con ... strumenti di
pianificazione ambientale»;
nell'ambito di tale programma, il Comune di Roma ha adottato la
delibera n. 16/2001 riguardante il programma di recupero urbano del
quartiere Laurentino; in esso figura l'edificazione in località Colle
della Strega di 72.000 metri cubi destinati a residenziale, area questa
destinata dal p.r.g. a verde pubblico e vincolata ai sensi della legge
n. 431 del 1985 recepita poi dal decreto del Presidente della
Repubblica n. 490 del 1999 perché prospiciente il Fosso della
Cecchignola;
il Fosso della Cecchignola, è vincolato dal Piano Territoriale
Paesistico A15/3 Vallerano-Cecchignola, adottato con Delibera di Giunta
Regionale n. 9849/1984 e approvato con L.R. n. 24/1998; la tutela del
suddetto vincolo ope legis è stata assicurata dall'articolo 7 della legge regionale 6 luglio 1998 (P.T.P.) di cui al comma 8, lettera a) che fa divieto espresso di nuove edificazioni all'interno della fascia di 50 metri a partire dall'origine del corso d'acqua;
l'area verde del fosso della Cecchignola presenta un fitto bosco
che si sviluppa lungo le sponde dei fiumi, su substrato alluvionale ed
è caratterizzata dalla presenza di salici, pioppi e spesso da un
sottobosco molto impoverito di specie legate al pascolo (Ontano Alnus
glutinosa, Olmo Ulmus minor); il bosco misto rappresenta un elemento di
grande valenza fitogeografia ed ecologica in quanto ricco di specie
centroeuropee legate ad un tipo di habitat di tipo «submontano»;
compatibilmente con le attività agricole sfuma con una formazione
arbustiva di margine (mantello) formato da specie quali: il prugnolo e
la berretta da prete o eponimo; la sua rarità all'interno della cinta
del Raccordo Anulare ne rende ancora più preziosa la sua presenza
nell'area del Fosso della Cecchignola; dal punto di vista faunistico
l'area verde del fosso della Cecchignola si trova in una posizione
strategica all'interno del corridoio biologico della città di Roma;
essa infatti viene a costituire l'elemento di raccordo tra l'area più
periferica del parco del Laurentino Acqua Acetosa e il parco dell'Appia
Antica; le comunità faunistiche presenti sono tipiche dei sistemi
agricoli e degli ambienti verdi aperti di estensione limitata; tra i
mammiferi si riscontra la volte, la talpa e la donnola, mentre per
quanto riguarda i roditori si registra la presenza del topolino
selvatico e del tasso. La presenza di siepi favorisce il rifugio e la
riproduzione dell'avifauna: presenti sono il gheppio e il fringuello.
Tra i rapaci notturni sono rinvenibili il barbagianni e la civetta.
Inoltre è stata rilevata la presenza del fagiano, della tortora e del
cuculo;
la zona in cui è previsto l'intervento edilizio n. 15 di Colle
della Strega è localizzata nella zona verde di p.r.g. intorno al Posso
della Cecchignola ed è esterna rispetto al perimetro del programma di
recupero di «Laurentino», adottato con la delibera consiliare n. 16
dell'11 gennaio 2001; il progetto urbano pertanto non può ritenersi
compreso nel detto programma di recupero di Laurentino di cui
all'articolo 11, legge n. 493 del 1993;
la deliberazione comunale n. 16/2001 è stata assunta in palese violazione del disposto dell'articolo 11 2o
comma legge n. 493 del 1993 che riguarda unicamente l'edificazione di
completamento o di integrazione dei complessi esistenti, e non
interventi edilizi di nuovi complessi. Nel caso in questione si viene
di fatto ad inserire un insediamento assolutamente nuovo di ben 900
abitanti (equivalente ad un intero paese) in una zona che rappresenta
il solo polmone verde ancora esistente tra i due quartieri di Colle di
Mezzo e di Giuliano Dalmata, entrambi esterni al pianto di Laurentino;
con nota n. 46 del 9 gennaio del 2002 il Comune di Roma -
Dipartimento X-IV U.O. area autorizzazioni paesistiche e
riqualificazione urbana definiva i vincoli presenti lungo il Fosso
della Cecchignola:
«il Fosso in questione è sottoposto a vincolo paesistico;
a tale riguardo vigono i disposti di cui alla legge n. 24 del 1998
articolo 7 commi 1, 6, 7 ed 8»; il fosso in questione, attraversa
un'area estremamente vasta e disomogenea all'interno del P.T.P. 15/3
Cecchignola Laurentina. I gradi di tutela interessati dal percorso del
fosso sono:
Toa/1 (tutela orientata a/1); Tpa/2 (tutela paesistica a/2); Tob/1
(tutela orientata b/1); TLb/3 (tutela limitata b/3) in tutti i gradi di
tutela sia paesistica che orientata di cui sopra, è fatto divieto di
costruire. Sia la normativa di piano che le norme relative ai corsi
d'acqua si applicano, in concomitanza in quanto compatibili;
la Soprintendenza Archeologica di Roma con nota n. 19259 del 25
giugno 2003 finalizzata alla emanazione di un parere per la Conferenza
dei Servizi inerente la stipula di un Accordo di Programma con la
Regione Lazio relativo al Piano di Recupero Urbano Laurentino, inviava
al Comune di Roma Dip. VI, un parere negativo alla proposta n. 15;
la proposta privata in oggetto va per di più ad ubicare la nuova
edificazione a ridosso del fosso della Cecchignola che come corso di
acqua pubblica - oltre ad essere soggetto a vincolo idrogeologico
previsto sia nel p.r.g. sia negli elaborati grafici della Variante
denominata «pianto delle certezze» sia nel piano particolareggiato 32f
- è automaticamente vincolato -:
se siano a conoscenza dei fatti e quali provvedimenti intendano
intraprendere per salvaguardare il Fosso della Cecchignola e le aree
adiacenti verdi, come stabilito dalla normativa in vigore in materia di
vincoli ambientali, paesaggistici e idrogeologici, dalle edificazioni
previste in oggetto, in particolar modo tenendo conto del rilevante
patrimonio di biodiversità animale e vegetale dell'area in questione,
anche nell'ambito delle linee della politica di conservazione previste
dall'Europa, come la Direttiva Habitat n. 43/95.
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