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::: IL NUOVO CHIOSCO DE "LA VIGNA"
 


E VENNE IL GIORNO DELL’INAUGURAZIONE DEL NUOVO CHIOSCO

(Mirella Curti dal Notiziario 128, Ottobre 2008)

Domenica 28 settembre 2008, grazie all’impegno testardo di Bruno, il nostro presidente, e le capacità organizzative dei soci storici, il chiosco, nuovo di zecca è stato ufficialmente inaugurato.
Tutto secondo i canoni, taglio del nastro da parte delle autorità locali, presenza del Presidente del Municipio XII e di alcuni Consiglieri, del Direttore della Banca di Credito Cooperativo, preceduti e accompagnati da numerose momenti festosi e coinvolgenti.

Le danze popolari hanno aperto la  festa in una atmosfera gioiosa e partecipata. Anche i neofiti, senza coccarda distintiva, si sono uniti festosamente ai girotondi  riuscendo a mantenere i tempi grazie alla maestria dei “professionisti”.

La presenza di tanti bambini ha  reso la festa particolarmente festosa, familiare ed allegra.
Vederli dipingere un grande murale accompagnati dalla musica trascinante del gruppo musicale  “TZACATAL” mentre i grandi si davano alla danza  era particolarmente gratificante. Ecco i futuri VIGNAIOLI…
I bambini, magnifici nei loro  salvaabiti neri, fatti dai sacchi della spazzatura, idea geniale, hanno dato vita a uno spettacolo colorato e  fantasioso. Piccoli ma consapevoli di fare qualcosa di importante, mentre i grandi li fotografavano e spiegavano loro il significato dei loro dipinti. Draghi, tanti incendi rossi e gialli, grandi macchie nere, verdi, rosse, i fiori, le nuvole.. gli animali.
Il mondo: il loro, ed il nostro mondo raccontato lungo i viali da dipinti di artisti ormai famosi, Giannetto, Rita, Giorgio e da tanti altri meno famosi ma altrettanto bravi ed importanti.

Infine il gruppo musicale “TZACATAL”, una piacevole sorpresa per tutti, tanta energia e tanta musica “al femminile”, con brani tzacaleni dal sapore latino, cumbiesco ed, a tratti, un po’ jazz con sonorità esteuropee.

A mezzogiorno, come da programma la cerimonia di inaugurazione; dopo la poesia in romanesco “I due chioschi” di  Salvatore arrivano i discorsi ufficiali, anche se, a dire il vero, il microfono non funzionava bene, e chi era oltre 2 metri non ha sentito nulla. Il presidente del Municipio, sollecitato da Bruno, ha promesso attenzione e sostegno alle Associazioni  e dunque anche alla nostra, e, prima o poi,  anche uno spazio di socialità comune per le Associazioni del quartiere. Speriamo bene!

Poi il taglio del nastro rosso preparato con cura da Nella ed un buffet che è sembrato gustoso, visto come è sparito in un battibaleno. Di seguito il brindisi al nuovo chiosco e l’estrazione dei biglietti della lotteria Chiosco a Premio.

Prima di chiudere abbiamo invitato i presenti a visitare il chiosco e a prendere in prestito i nuovi libri acquistati proprio per l’occasione invitando tutti a farci visita alla Biblioteca di via Drago, aperta il lunedì, il mercoledì ed il  venerdì dalle 17,00 alle 18,30
.
Ci auguriamo che il chiosco diventi davvero un centro di incontro  fra gli abitanti della zona in una visione di scambio di opinioni e di dibattito culturale.


Regala un libro per leggerne tanti
> Scarica il volantino dell'iniziativa (*pdf, 96Kb)

Li du’ chioschi
di Salvatore Annunziata

Er  vecchio chiosco se n’è annato via
perché ormai era troppo malannato.
Devo dì: provo un po’ de nostargia
perché in fonno me c’ero affezzionato.

Ma nun è stato mica ‘n omicidio,
ma sortanto ‘na fine naturale
Se sa, li vecchi danno un po’ fastidio,
si se fanno da parte nun è male.

Quante cose ce stavano riposte
fra le quattro lamiere schiccherate:
libbri, tavole, sedie rimediate,
pure ‘n aggeggio pe le callaroste.

Er chiosco è stato pe l’associazzione
guasi come ‘na sede casareccia;
come dice er proverbio saccentone:
tempo de carestia, pane de veccia.

Ma mo nun è più tempo de rimpianti.
Oggi qui se festeggia er novo chiosco
e dovemo sortanto guardà avanti.
Io ne sto cambio me ce riconosco;

arassomija ar gioco de la vita:
ch’invecchia deve poi fasse da parte
e nu’ je serve da incrocià le dita,
nun è ‘na posta da giocasse a carte.

Ma ritornamo a bomba. Sto casotto
tutto bello de legno sagomato
è p’er quartiere come un terno a lotto,
specie si penzi a quanto j’è costato.

Perché dico così? Perché la gente
cià bisogno d’un posto pe incontrasse,
e nun è vero che nun zerve a gnente
fosse pure sortanto pe parlasse.

Le parole nun zò soffi de vento.
Chi parla s’apre a l’artri: è cosa nota.
Er chiosco serve a daje er movimento
Un po’ come er cerchione de la rota.

Allora amiche e amici der quartiere
si je riconoscete sta funzione
dovete frequentallo co piacere
come ‘n amico dell’associazzione

E pe tutte le genti vignarole
aprì er chiosco ogni tanto sia ‘n impegno
da prennese sur zerio e no a parole,
sinnò è come ‘na scatole de legno

messa su ‘n angoletto der piazzale.
E qui chiudo. Però prima ce provo
a fa la battutaccia der finale:
è morto er chiosco vecchio, evviva er novo!

   
 
   
   
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