|
 |
 |
 |
|
 |
| |
|
|
| |
::: IL COMPRENSORIO DI VIA DI VIGNA MURATA
|
|
|
 |
 |
|
I quartieri di Prato Smeraldo e Fonte Meravigliosa tra il
Fosso della Cecchignola ed il territorio dell’Istituto
Tecnico Agrario, e visti dall'area del Fosso.
Clicca sulle immagini per ingrandirle.
|
|
Nel 1965 il Comune di Roma ebbe il quarto piano regolatore della sua
storia urbanistica di Capitale, cui, due anni dopo seguì una “Variante
Generale”.
Il Piano consacra definitivamente alla saturazione edilizia vaste aree
del territorio e, nelle zone dell’Agro più prossime alla città, vengono
sparpagliati 130 nuovi “quartieri” per circa 150.000 abitanti. Tra queste
vengono individuate 72 aree di Edilizia Economica e Popolare previste
dalla legge 167 del 1962.
Le previsioni di sviluppo della città portarono gli urbanisti a disegnare
una pesantissima zona di espansione edilizia proprio nel quadrante sud del
territorio urbano.
Inseriti sull’asse di sviluppo EUR-mare, ma lontani dalle
aree già urbanizzate dell’Eur, sorsero così Spinaceto, Laurentino Fonte
Ostiense-Ferratella, Falcognana, Grotta Perfetta, Vigna Murata, tutti
quartieri secondo la legge 167. Così, sulle tavole del PRG fu inserita una
vasta area edificabile, una sorta di cerchio. che aveva come limiti via
casale Solaro, via di Vigna Murata, via Ardeatina e il muro della città
militare della Cecchignola. All’interno di questa area ne fu riservata una (circa 84 ettari) per la
ubicazione del “Piano di Zona n. 40 per la realizzazione di Edilizia
Economica e popolare - Vigna Murata”.
Era nato il nostro quartiere.
Il Piano di Zona 40 “Vigna Murata” (approvato nel 1972/79) fu
progettato dall’architetto Moneta che ne predispose le norme (altezze degli
edifici, distacchi, ecc.) e stese il progetto planivolumetrico. Il piano
dell’arch. Moneta, attuando le indicazioni del PRG, prevedeva
l’insediamento di circa 16800 abitanti (200 ab. per ettaro) e la costruzione
di edifici per un milione e mezzo di metri cubi, comprensivi di case, negozi
ed uffici. Come prevedeva la legge - ed il PRG - oltre a quelli riservati alla
viabilità ed ai parcheggi pubblici, vi erano individuati spazi per la
realizzazione dei servizi pubblici (scuole, uffici pubblici, luoghi di culto,
mercato, centro sportivo etc) ed ampi spazi a verde pubblico da sommare a
quelli che sarebbero stati ricavati nelle aree destinate alla edificazione.
Degli 84 ettari, 31 erano riservati alla realizzazione degli edifici e 53
destinati a servizi e spazi pubblici.
Alla realizzazione del Piano concorsero tre soggetti: per la parte più
rilevante si costituirono due grossi Consorzi di Cooperative - Fonte
Meravigliosa e Solidarietà Sociale - mentre ad una Cooperativa (Statistica
2000) fu affidata la realizzazione di una porzione di territorio di estensione
minore lungo via di Vigna Murata (via Visiani - via Devich) .
I due Consorzi affidarono la progettazione architettonica a due
architetti: Moneta (Prato smeraldo) e Monardo (Fonte Meravigliosa), i quali
connotarono il quartiere con due stili architettonici assai diversi.
 |
 |
Lo stile degli edifici della porzione progettata dall’arch. Monardo (Fonte Meravigliosa) risulta d'impianto decisa-mente “tradizionale”: molto accurata, definita anche nei dettagli la tipologia edilizia che, assai diversificata, organizza appartamenti dai tagli dimensionali assai vari. Tanta diversità di interni trova riscontro nella grande varietà degli edifici, ma la cura e la coordinazione dei dettagli d’arredo architettonico e urbano (dai materiali di finitura, al disegno dei parapetti dei balconi e delle inferriate fino ai colori prescelti per gli edifici) consentono di cogliere un’immagine fortemente unitaria e di alto livello architettonico. |
| Gli edifici progettati dall’arch. Moneta, che si trova ad operare costretto in un’area assai più limitata e irregolare (Prato Smeraldo), sono caratterizzati da una ricerca architettonica molto spinta: l’attenzione del progettista è posta, sostanzialmente, alla macroscopicità del “segno” impresso sul territorio con la disposizione degli edifici sul terreno. |
 |
 |
La scelta di perseguire un’immagine molto compatta conduce - per quanto concerne l’aspetto esterno - ad una scelta tipologica, formale e cromatica assai rigida (pur in presenza di una ricca scelta nella dimensione e nella tipologia interna degli appartamenti) e lascia in secondo piano, quasi trascura, la definizione di dettagli d’arredo architettonico e urbano.
Interventi successivi messi in opera dal Consorzio costruttore (chiusura di piani piloty per realizzazione di negozi e box auto etc.), hanno portato ad un parziale, ma significativo, stravolgimento dell’idea originale dell’arch. Moneta, il cui tentativo di innovazione progettuale rimane molto considerato anche all’estero (spesso giungono studenti a visitare il complesso degli edifici) pur in presenza di alcuni nodi progettuali irrisolti. |
Dal punto di vista delle
dotazioni dei servizi, le previsioni
del Piano di Zona non sono state
completamente rispettate: costruite
scuole e mercato, chiesa e, da ultimo, il centro sportivo, mancano all'appello i servizi che potevano costruire quei luoghi di aggregazione civile di cui il quartiere, grande come una piccola cittadina di provincia, è putroppo privo. |
 |
|
|
|
| |
|
|
 |
|
|
|
|