Tra gli amici de “la Vigna”, un posto speciale è riservato a Massimo Baraglia, il giovane matematico che da due anni ha lasciato il nostro quartiere per trasferirsi in Brasile dove spende tutti i suoi talenti al servizio dei poveri della periferia di Fortaleza.
La lettera che Massimo ci ha scritto lo scorso 4 ottobre è un’altra straordinaria testimonianza di uno spaccato di situazioni talmente diverse da quelle che noi viviamo da meritare non solo una lettura integrale, ma tempo e silenzio per prenderne coscienza e, nel caso, decidere una qualche personale forma di condivisione.
Dalla comunità di Marocco ai Forni Solari, dalle raccolte familiari di rifiuti alla scuola di musica, dagli incontri con i bimbi-adulti ai capilinea degli autobus a quelli con gli adolescenti in carcere e alla piaga del turismo sessuale: le parole e le immagini allegate da Massimo alla sua lettera, anche se scomode, ci provocano con l’eloquenza della verità.
|